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Ad Eccezione di Coloro Al Di Fuori

Una Riflessione su Isaia 66:22-24

Di tanto in tanto capita di imbattersi in alcuni passi delle Sacre Scritture in cui si parla del lavoro parsimonioso di Dio, in termini così vasti che sorge spontaneo domandarsi come essi possano adattarsi alla realtà del supplizio eterno. In altre parole, potrebbe sembrare che Dio prometta una tale e piena redenzione che non vi sia più spazio per l'inferno. Questi passi conducono alcuni verso l'universalismo, vale a dire la convinzione che tutti saremo salvati, sia che ciò avvenga al momento della nostra morte o che avvenga dopo aver passato un breve periodo all'inferno. Altri invece conducono alcuni verso l'annientamento, vale a dire la convinzione che non tutti vengono salvati, ma che al contempo stesso nessuno viene condannato all'inferno perché essi cessano di esistere se si ribellano contro Cristo.

Ho provato a dare delle argomentazioni approfondite, basate sulla Bibbia, su entrambi i punti di vista, nel libro "Le Nazioni Gioiscano" (Ass. Evangelica Passaggio, 2006, pp. 111-154). La testimonianza Biblica, nei confronti dell'eterna e cosciente miseria, per coloro i quali hanno represso la testimonianza della natura (Romani 1:18-20), o hanno rifiutato il vangelo (2 Tessalonicesi 1:8-9), è inevitabile.

Gesù ci dona alcune tra le più importanti e decisive parole in Matteo 25:46, "Questi se ne andranno a punizione eterna, ma i giusti a vita eterna." E Giovanni, l'apostolo dell'amore, ci dona una delle più forti parole riguardo all'eternità dell'inferno nell'Apocalisse 14:11. " Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli [eis aiōnas aiōnōn]. Chiunque adora la bestia e la sua immagine e prende il marchio del suo nome."

Di conseguenza, sarebbe utile trovare un passaggio nelle Sacre Scritture che ci chiarisca le idee sul come queste verità bibliche, fra le più tristi, possano trovarsi di fianco alle dichiarazioni di illimitata redenzione di Dio. Prendiamo in considerazione un esempio: Isaia 66:22-24. Per primo, notiamo che Isaia dice (nei versi 22-23) che il momento arriverà quando "ogni carne verrà a prostrasi" davanti a Dio.

"Perciocché, siccome i nuovi cieli a la nuova terra che io farò, saranno stabili nel mio cospetto, dice il Signore; così ancora sarà stabile la vostra progenie, ed il vostro nome. Di novilunio in novilunio e di sabato in sabato, ogni carne verrà a prostrarsi dinanzi a me, dice il Signore."

Questa è il tipo di dichiarazione che ci lascia perplessi, perché non riusciamo a capire come sia possibile che essa vada d'accordo con il concetto di eterna punizione. Se "ogni carne" si prostrerà dinnanzi al Signore, allora chi è rimasto a non prostrarsi dinnanzi a Egli? Oh quanta attenzione dobbiamo prestare a certi punti quando leggiamo la Bibbia! Dobbiamo chiederci: Mi è davvero chiaro il concetto di ciò che Isaia, e ovviamente Dio, intendevano dire col termine "ogni carne"? Sembra come se Egli si riferisse a tutte le vite umane, ma è davvero così? Il prossimo verso (24) ci lascia stupefatti:

"E quando gli adoratori usciranno, verranno i cadaveri degli uomini che si son ribellati a me; poiché il loro verme non morrà, e il fuoco non si estinguerà; e saranno in orrore ad ogni carne."

Questo ci riporta immediatamente indietro alle nostre errate concezioni del termine "ogni carne." Pensavamo si riferisse a "tutti gli umani che esistono nell'universo.", ma il Signore dice no, "ogni carne" sarà considerata quella parte della razza umana che è tormentata perchè "si sono ribellati contro di me." Di conseguenza, il termine "ogni carne" non comprende tutti coloro i quali questo termine esprime.

Cito questo come esempio per far capire come a volte la Bibbia parla del lavoro di Dio nella redenzione. Dio sta facendo un lavoro globale, anzi a dire il vero un vero e proprio lavoro universale, di redenzione che si estende a tutte le razze, tribù, lingue, classi ed età. Quando avrà terminato il suo lavoro di salvezza, vi sarà una grande pienezza in essa. Ci sarà una nuova umanità con un secondo Adam a capo di essa (1 Coriziani 15:22, 45). Coloro i quali si "ribelleranno" contro il redentorio lavoro di Cristo, si troveranno al di fuori di "tutto."

Forse è per questo che Gesù ha fatto svariate volte allusioni in Isaia 66:24 quando ci avverte dell'inferno. Egli ha detto che coloro i quali hanno disdegnato il suo messaggio sono stati spediti all'inferno "dove il fuoco non si è spento" e gettati nel "buio più assoluto."

"E se l'occhio è la causa dei tuoi peccati, cavalo. Meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed essere spedito all'inferno, dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne. (Marco 9: 47) "I figli del regno saranno gettati nel buio più assoluto. Qui vi sarà il pianto e lo stridor dei denti." (Matteo 8:12, cfr. 22:13, 25:30).

Nessun altro all'infuori di Gesù utilizza il termine "buio assoluto." E' il modo con cui Gesù dice: Quando il mio lavoro redentorio sarà completo, e il nuovo mondo sarà interamente istituito (cfr. palingenesi, Matteo 19:28), l'abbondanza di "ogni carne", intesa come l'insieme della nuova umanità e la sua gloriosa pienezza in Cristo, sarà li e colori i quali avranno rifiutato il regno si troveranno "al di fuori" di esso. Essi non esisteranno all'interno del nuovo mondo. La loro esistenza e il loro pianto, nonché il loro stridor dei denti, si troveranno su un'altra dimensione della realtà. Di conseguenza, non sarà possibile per loro, in nessun modo, sminuire il senso di pienezza, interezza e abbondanza dei nuovi paradisi e della nuova Terra, dove tutto è luce e gioia e pace.

Quando ho finito di leggere e riflettere su questi aspetti, ho pregato, "Oh Dio, concedimi di sentire l'importanza dei miei peccati. Concedimi di sentirmi non degno della tua grazia. Concedimi di tremare dinnanzi alla verità dell'inferno. Liberami da tutti i pensieri altezzosi, dall'esaltazione della mia intelligenza, da tutte le inutili preoccupazioni, tutto è rivolto verso le piacevoli persone del tuo sacro altare. Apri il mio cuore e i miei occhi per vedere e sentire la meraviglia della tua grazia divina, e l'infinto valore di Cristo e della sua obbedienza spinta dall'amore, persino dalla morte in croce. Ti ringrazio, Padre. Grazie. Rendimi a qualsiasi costo strumento della tua grande salvezza. Nel nome di Gesù. Amen."

Sto vicino all'orlo del precipizio, sicuro,

Pastore John

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